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Capitolo San Matteo? Cronistoria di un’occasione persa.

Era il 2004, il settore della nautica a Salerno stava vivendo un periodo di forte fermento e rivitalizzazione.

Con una ventina di aziende costituimmo il Consorzio Costa Sud con l’obiettivo di promuovere iniziative in favore della filiera nautica, ricevendo l’attenzione delle istituzioni prima fra tutte l’Autorità Portuale di Salerno (presidente Fulvio Bonavitacola) che, prima in Italia, rilasciò una concessione per dei pontili dedicati esclusivamente alle attività produttive.

In quel contesto, dopo un incontro con l’allora Deputato Vincenzo De luca, proponemmo al Comune di Salerno di destinare un’area, che avevamo individuato proprio in Capitolo San Matteo, per la creazione di un Polo della Cantieristica Nautica. Detto fatto. Nel giro di qualche settimana venne approvato il cambio di destinazione d’uso e gettate le basi per il P.I.P. Nautico.

Nel 2006 sono stati stanziati i fondi e l’area oggetto dell’intervento è stata successivamente urbanizzata e predisposta per gli insediamenti ad eccezione delle previste opere marittime che però rappresentavano il fattore critico di successo dell’iniziativa. La proposta di insediamento all’epoca aveva suscitato vivo interesse da parte degli operatori, non solo della provincia di Salerno, ma di tutta Italia con manifestazioni di interesse molto concrete.

Poi il nulla. Lo slancio iniziale, si è spento improvvisamente e le opere previste sono state avviate con notevole ritardo. Del progetto di infrastruttura a mare nessuna traccia nonostante fosse anche stata realizzata la progettazione esecutiva.

Il resto è storia: l’area è ancora inutilizzata e periodicamente sentiamo parlare di possibili utilizzi nei settori più disparati.

Nel frattempo il mondo è cambiato: la nautica nel 2010 ha subito un duro colpo con gli interventi legislativi di Monti & Co. ed è iniziata una lunga crisi di settore. Le tante realtà produttive di Salerno e provincia sono a mano a mano scomparse o hanno delocalizzato altrove come hanno fatto anche le aziende che avevano mostrato interesse per l’area di Capitolo San Matteo.

Oggi sentiamo parlare della possibilità di realizzare di fronte a quell’area un pontile per l’attracco degli aliscafi e dei traghetti. Senza entrare nel merito della valenza turistica dell’operazione (sulla quale personalmente nutro seri dubbi) faccio alcune considerazioni :

  • L’intervento costerebbe all’incirca 20 milioni di euro (progettazione esecutiva del 2013) sempre che nel frattempo i fondali siano rimasti inalterati;
  • L’intervento avvicinerebbe il punto di imbarco di circa 7 km rispetto a Piazza della Concordia per chi proviene da Est (aeroporto)
  • Conseguentemente la percorrenza marittima verso la costiera Amalfitana verrebbe incrementata di 7,5 km con aumento dei tempi e dei costi;
  • Gli attracchi in città? Se verranno mantenuti, come logica vorrebbe, si tratterebbe di una duplicazione con un bacino di utenza limitato;
  • Se poi gli attracchi in città venissero spostati nella nuova location si assisterebbe ad una oggettiva difficoltà logistica per raggiungere i punti di imbarco e ad una conseguente riduzione del traffico.

Il rapporto costi benefici è quindi chiaramente insostenibile se finalizzato esclusivamente al traffico marittimo.

Potrebbe avere una valenza se ripartisse il progetto di PIP Nautico e quella struttura fosse asservita alle attività produttive che potrebbero beneficiare di un elemento fondamentale per lo sviluppo delle attività: l’accesso diretto al mare.

In tal caso la possibilità di offrire anche un punto di imbarco potrebbe avere senso perché andrebbe ad integrarsi con una funzionalità molto più ampia.

In un momento storico in cui la nautica italiana sta vivendo una nuova primavera, con un’azione forte di marketing industriale si potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di far ripartire il Polo della Cantieristica, sfruttando anche gli strumenti messi a disposizione dalla ZES unica.

Davide Michele Di Stefano

Presidente Assomare Italia.

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